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Disegno esecutivo: definizione

Il disegno esecutivo è uno degli elaborati grafici, che sono parte del progetto esecutivo a cui si riferiscono le norme italiane che regolano la progettazione nei lavori pubblici.
Il progetto esecutivo è infatti una delle tre fasi di progettazione previste dal D.P.R. n. 207 del 2010 ovvero il Regolamento di esecuzione ed attuazione del D.L n. 163 del 2006 , il cosiddetto "Codice dei Contratti", che ha sostituito la Legge Merloni attraverso il recepimento nel nostro ordinamento delle direttive europee. Abbiamo cercato di schematizzare qui sotto come si definisce il disegno esecutivo, a partire dalla definizione di progetto

Il riferimento ai lavori pubblici è dovuto al fatto che nelle norme che li regolano si trova l‘esatta definizione ma ciò che poi il disegno esecutivo è e deve esprimere vale anche nei rapporti tra privati.
Non fa distinzioni in questo senso lo strumento di pianificazione della progettazione inglese, il Plan of Work 2013 del Royal Institute of British Architects in cui l’analogo del progetto esecutivo è il Technical Design.

I disegni esecutivi, secondo lo stesso riferimento normativo italiano, sono quelli che:

  • Sviluppano nelle scale ammesse o prescritte, tutti gli elaborati grafici del progetto definitivo;
  • risultano necessari all’esecuzione delle opere;
  • contengono tutti i particolari costruttivi e le modalità esecutive di dettaglio;
  • si adeguano alle prescrizioni disposte dagli organismi competenti in sede di approvazione dei progetti preliminari e definitivi;
  • rispettano gli standard dimensionali e di costo in modo da assicurare il massimo rispetto e la piena compatibilità con le caratteristiche del contesto territoriale e ambientale in cui si colloca l’intervento;
  • descrivono le caratteristiche dimensionali, prestazionali e di assemblaggio dei componenti prefabbricati;
  • definiscono le fasi costruttive assunte per le strutture;
  • sono redatti in modo tale da consentire all‘esecutore una sicura interpretazione ed esecuzione dei lavori in ogni loro elemento.

Dai disegni esecutivi rimangono esclusi soltanto i piani operativi di cantiere, i piani di approvvigionamento, nonché i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali.

Efficacia del disegno esecutivo

Quando dobbiamo affrontare dei disegni esecutivi pensiamo a sviluppare un racconto a partire dal progetto definitivo, costituito da elaborati già approvati dagli organi competenti e spesso già appaltati all’impresa costruttrice.
Il nostro lavoro si svilupperà parallelamente a quello degli altri professionisti, ingegneri strutturisti ed impiantisti che cureranno i disegni esecutivi di strutture ed impianti.

Pensiamo inoltre al disegno esecutivo come ad uno strumento per comunicare, sia con le imprese, i fornitori, le maestranze, che contribuiranno alla realizzazione del manufatto, sia con gli altri professionisti coinvolti nella progettazione.
Poiché deve comunicare a persone di diversa formazione il disegno dovrà avere un linguaggio "universale" ed univoco, che permetta di capire l’elaborato, senza il supporto di una spiegazione orale.
Per questo motivo ogni elaborato grafico dovrà contenere quotatura e descrizione di tutti gli elementi. E’ importante sottolineare che ogni elaborato ha un tema più o meno circoscritto: in un buon disegno quotature e descrizioni si riferiscono esclusivamente a quel tema.
Altro elemento fondamentale per una buona comprensione degli elaborati è lo schema di riferimenti che mettono in relazione i disegni tra loro. Come un racconto infatti si sviluppa dal generale al particolare e quindi dalla scala maggiore a quella di dettaglio: il passaggio da una pianta ad una sezione, da una tavola generale ad un particolare devono sempre essere indicati.

Disegni esecutivi che compongono il progetto architettonico

Una pianta generale sarà la prima chiave di lettura dei disegni. Se il progetto è di grandi dimensioni potrà essere suddiviso in lotti e la pianta generale riporterà la suddivisione dei lotti stessi, ognuno dei quali avrà la sua specifica pianta. In questa fase la scala di rappresentazione va dal 1:500 al 1:100.
Le piante permettono di dare diverse indicazioni e spesso se ne producono diverse serie che contengono specifiche informazioni o sono la chiave di lettura per altri disegni. A titolo di esempio potranno essere sviluppate piante di diverso tipo:

  • Piante Generali
  • Piante dei pavimenti
  • Piante dei soffitti
  • Piante di riferimento ai dettagli
  • Piante di riferimento ad abaci

Questi disegni generali saranno ad una scala normalmente compresa tra 1:200 e 1:50.

Per gli ambienti particolarmente connotati, si passerà poi a disegni di maggior dettaglio. Si intende che, se sto rappresentando un grosso ambiente vuoto, le informazioni di dettaglio saranno già nei disegni generali; se sto invece trattando un ambiente piccolo e molto "progettato", ad esempio un bagno, dovrò dettagliarlo a scala maggiore, dal 1:50 al 1:10.

Si passa poi ai dettagli veri e propri che descrivono oggetti, componenti e soluzioni tecniche particolari, dalla scala 1:20 all’1:1.
Riporto qui sotto un dettaglio di questo tipo, un disegno esecutivo ancora fatto a mano, circa 18 anni fa.

il disegno esecutivo realizzato da Collettivo 4 Outsourcing

Infine compilerò una serie di abaci, ovvero di descrizione di tutti gli elementi ripetitivi del progetto, quali ad esempio:

  • Porte, finestre, vetrate;
  • Muri e Partizioni;
  • Balaustre e ringhiere;
  • Eccetera

Disegno Esecutivo e CAD

Il disegno esecutivo è quasi sempre sviluppato con il CAD e la sua trasmissione avviene o direttamente con scambio di files, soprattutto durante la fase di elaborazione per verifiche intermedie o su supporto cartaceo, in fase di consegna del progetto.

Collettivo 4 Outsourcing "progetta" i disegni esecutivi in modo che:

  • I disegni possano essere rappresentati in una o più tavole, legate tra loro attraverso riferimenti grafici;
  • La revisione e l’aggiornamento siano gestibili con facilità e sicurezza attraverso la modifica del minor numero possibile di files.

Il disegno esecutivo deve essere infatti costituito da un numero esiguo di files, interfacciato attraverso un uso sapiente di "blocchi" e soprattutto di "xref". Solo con questo tipo di pianificazione saranno possibili tutte le revisioni e gli aggiornamenti che verranno fatti sia in fase di elaborazione del progetto, sia a seguito della sua approvazione da parte del cliente e durante la fase di cantiere.
In questo modo inoltre il disegno esecutivo riuscirà ad interfacciarsi efficacemente con gli altri elaborati grafici che compongono il progetto esecutivo, siano essi calcoli, computi metrici o piani di sicurezza. Tutto ciò in attesa che l’interoperabilità dei software diventi una realtà anche in Italia e che i diversi dati di un edificio (dalla fase di progettazione a quella di vita dell’opera costruita) possano essere gestiti da un vero e proprio Building Information Model.